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Una storia per La Tinaia

La Tinaia - 1964Già a partire dal 1959 all'interno di alcuni reparti dell'Ospedale Psichiatrico V. Chiarugi di Firenze venivano sperimentate attività di terapia espressiva attraverso la pittura e il disegno. Ma è dal 1964 grazie all'iniziativa del medico psichiatra Franco Mori con la collaborazione di due infermieri, un medico volontario, un assistente sociale e una serie di amici esperti ed interessati, che venne aperto un laboratorio espressivo detto La Tinaia, perché collocato in un vecchio edificio colonico color ocra, separato dai reparti dell'ospedale, adibito a deposito per tini. L'intento era ( sull'onda delle idee antipsichiatriche) di sperimentare con un gruppo di degenti l'effetto di un impegno quotidiano in attività come la ceramica, il disegno, la pittura, in uno spazio diverso dal reparto in cui erano diversi anche i rapporti tra operatori e pazienti.
Con il decentramento dei servizi sul territorio, nel 1972, l'esperienza della "prima Tinaia" si interrompe per la scelta dell'equipe promotrice di lavorare sul territorio, al di fuori dell'Ospedale.
Nel febbraio del 1975 si è ritenuto opportuno riaprire un atelier in cui si svolgessero attività eminentemente espressive e non ripetitive allo scopo di stimolare nei pazienti (ricoverati) un interesse per un'attività creativa che si contrapponesse all'annullamento della personalità causato dalla vita nell'Istituzione Totale. Quindi è grazie all'iniziativa di un infermiere, Giuliano Buccioni, esperto nella lavorazione della ceramica, affiancato dopo pochi mesi da un infermiere e maestro d'arte, Massimo Mensi, che la Tinaia riapre. La finalità è di creare uno spazio alternativo al reparto deciso a combattere la mentalità repressiva e meramente custodialistica del manicomio tradizionale con approccio fatto di collaborazione, cooperazione e insegnamento, attraverso uno strumento, quello dell'arte, praticato quotidianamente nella massima libertà.
Le attività espressive qui svolte erano la modellatura della creta e la sua decorazione, il disegno e la pittura a tempera e ad olio. La ceramica in particolare offriva una vasta gamma di possibilità riabilitative, dalla riacquisizione di abilità manuali alla necessità di collaborare e comunicare nelle varie fasi di lavorazione.
La notevole qualità estetica dei prodotti creati, stimolò negli operatori la ricerca di uno sbocco espositivo e commerciale; si cominciarono ben presto a realizzare mostre-mercato ed esposizioni (la prima mostra è "Colori dal buio" nel chiostro di Santa Croce nel 1981) riscuotendo successi di vendita e critica a livello nazionale e internazionale.
Dall'apertura della Tinaia ad oggi, tra gli oltre ottanta frequentatori, una ventina possono essere considerate personalità artistiche significative. Le opere di alcuni pazienti-artisti della Tinaia sono presenti da anni nelle migliori collezioni pubbliche e private di Art Brut, come nella Collection de l'Art Brut di Losanna, a L'Aracine, Musée d'Art Moderne di Villenueve-d'Ascq e a Londra, nell' Outsider Collection di Monica Kinley, ecc.
Oggi la Tinaia è un Centro di riabilitazione per pazienti psichiatrici in cura nei servizi territoriali del M.O.M. S.M.A. Firenze 2 dell'Azienda Sanitaria; il Centro continua a considerare la libera espressione artistica e la conseguente promozione delle opere prodotte i passi fondamentali del percorso riabilitativo di ogni paziente.
Nel 2002 in accordo con l'ASL 10 di Firenze è nata l'Associazione "La Nuova Tinaia - Onlus" che ha il compito di gestire il patrimonio artistico del Centro, valorizzare la storia dell'atelier, e promuovere l'attività dei nuovi artisti, attraverso progetti di conservazione, esposizione e commercializzazione.




Associazione “La Nuova Tinaia” - Onlus - Via di S.Salvi 12 - 50135 Firenze
Tel. 055-6933578 - Fax 055-6933901 - latinaia@asf.toscana.it - www.latinaia.org